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Sempre più famiglie povere in Sicilia Boom di cassintegrati nell’Isola

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La disoccupazione nel 2013 ha toccato punte da recessione.  A Palermo si è attestata al 20% a Trapani attorno al 19, a preoccupare è il dato di quella giovanile il 40% a Palermo, il 41 a Trapani, ma un fenomeno ormai diffuso è quello della disoccupazione oltre i 50 anni.

Le famiglie totalmente povere senza un reddito a Palermo sono oltre seimila per non contare chi ormai vive di pochi euro di pensione, 500 euro la media, e di cassa integrazione.

A questi dati sconfortanti si aggiunge la crisi del commercio e del turismo ha portato a Palermo dall’inizio dell’anno alla chiusura di 1002 imprese.

“Questa situazione di crisi è ormai infinita e insostenibile – commenta Maurizio Bernava segretario Cisl Sicilia -bisogna concentrare le poche risorse disponibili per creare lavoro produttivo e facilitare gli investimenti di impresa , solo cosi’ si puo’ creare reddito. Oggi vediamo gli effetti sociali devastanti con la povertà dilagante, ormai la Sicilia è una delle prime regioni d’Italia”.

Fra le richieste della Cisl quella di “affrontare subito la questione delle partecipate del comune di Palermo, anche in vista del bilancio consolidato che mostrerà tutte le debolezze del sistema comunale caricato dalle perdite delle ex municipalizzate, un confronto a tutti i comuni del palermitano e del trapanese sui bilanci in modo da destinare maggiori risorse alla spesa sociale e potenziare gli investimenti in opere pubbliche, un tavolo alla Regione per trovare le giuste soluzioni non piu’ rinviabili alla crisi delle industrie come Cantieri navali, Fiat, l’area di Carini con tutti gli stabilimenti in crisi e il settore industriale di Trapani”.

Sulle difficili condizioni economiche di tutti gli enti locali secondo Milazzo“bisogna attivare il fondo di rotazione anche in Sicilia, interverrebbe sostenendo con fondi immediati i comuni in disequilibrio”. Sulle principali vertenze industriali, a pesare e’ il rinvio di decisioni certe come sul futuro dei lavoratori ex Fiat , sul piano di rilancio con il bacino da 100 mila tonnellate per Fincantieri, sulla crisi delle aziende dell’area di Carini. “Su Fiat – aggiunge Milazzo – chiediamo che venga accelerata la realizzazione delle opere previste dall’accordo di programma per rivalorizzare l’area industriale e attrarre investimenti, e in tempi brevi risposte sul fronte industriale. Dopo due anni, l’unico cosa certa e’ il rinnovo della cassa integrazione per i 1200 operai e la gara per la progettazione dell’interporto di Termini”.

Ma sulla crisi industriale Milazzo incalza “chiediamo la convocazione di un tavolo regionale per affrontare tutte i nodi di Fincantieri e il settore della cantieristica navale, della Keller, della Fiat, del settore edile, del commercio, e di vertenze come quella dei forestali”.

2013 nero, chiuse oltre mille imprese a Palermo


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