Una conferenza stampa fiume per parlare praticamente di tutto. Dalla formazione professionale al Muos, dai Pip all’aumento dell’Irpef (seppure in assenza dell’assessore regionale all’Economia, Luca Bianchi) fino alla querelle sull’acqua pubblica o privata, come accusano i grillini. A Palazzo d’Orleans, il presidente Rosario Crocetta comincia con il suo cavallo di battaglia: la lotta al malaffare all’interno della pubblica amministrazione e sui Pip ribadisce: “Sono ottantasette gli ex Pip espulsi perché non avevano diritto ad appartenere al bacino di emergenza Palermo. Diversi fra questi erano in carcere nel 2009 quando si costituì il bacino. Si configura quindi il reato di truffa per molti di loro. Si dice che alcuni abbiano persino pagato per ottenere il sostegno al reddito. Lo appurerà la magistratura”.
L’assessore regionale al lavoro interviene: “Dai dati forniti dalla questura, risulta evidente che molti di questi lavoratori erano già in carcere quando il Comune di Palermo li ha inseriti nell’elenco del bacino di emergenza Palermo e poi sono stati assunti in Social Trinacria con contratti a tempo indeterminato” dice la Bonafede.
“È il paradigma di un sistema che di avviluppa su se stesso – continua Crocetta – Che mostra una totale assenza del controllo delle istruzioni o la sua complicità. Noi stiamo riducendo in cocci questo sistema”.
Quindi il presidente Crocetta parla del Muos e dell’annullamento della revoca a realizzare l’impianto firmato dal suo governo. Ribadisce la posizione già espressa ieri e sposta il fuoco delle critiche sul precedente governo: “Siamo stanchi di essere al centro di un tiro al bersaglio. Non sono in traditore. Non siamo stati noi a rilasciare le autorizzazioni. Anzi le abbiamo revocate. Certo, quando l’Istituto superiore di sanità ha dipinto Niscemi come una specie di Eden, cosa potevamo fare? Abbiano provato ad agire sul piano legale ma non possiamo certo venire meno agli accordi presi solo perché lo dice Zucchetti. Non ci resta che lo strumento legislativo o fare pressione sul governo Letta. Ma sappiamo che il premier non vuole venire meno all’impegno preso con la marina Usa”.
Entra nel merito l’assessore regionale al territorio, Mariella Lo Bello: “Dal 5 dicembre scorso abbiamo iniziato un iter per revocare le due autorizzazioni per il Muos concesse dal governo Lombardo. Il 2 luglio abbiamo presentato un decreto legislativo per fare della Sicilia una terra libera da ogni tipo di inquinamento. L’articolo 1 vieta la presenza del nucleare. L’articolo 2 vieta l’installazione di impianti eolici. Articolo 3 prevede il divieto di installare impianti che producano lo de elettromagnetiche pericolose per l’uomo. Quanto al Muos, chiederemo agli Usa di costruire a loro spese un sistema di monitoraggio permanente delle onde elettromagnetiche a Niscemi controllato dall’Arpa”.
Tocca ancora a Crocetta, sul Muos difendere il proprio operato: “Siamo di fronte a un progetto, il Muos, che costa agli Usa 18 miliardi di dollari. Non potevamo opporci senza avere appigli legali. Ora serve lavoro di igiene politica. Tutti quelli che all’Ars sono intervenuti gridando allo scandalo ci dicano cosa potevamo fare restando nei limiti di legge. Quello del ritiro della revoca delle autorizzazioni era un provvedimento che non volevamo fare”.
Quindi il presidente Crocetta interviene sulla questione Irpef e sull’annunciato aumento della tassa: “Un aumento dell’Irpef in Sicila non è applicabile. Chiediamo al governo nazionale riconsiderare questo provvedimento. Altre tasse non ne vogliamo imporre. Invece di fare aumenti di tasse faremo spending review. Questa è la nostra proposta al governo Letta”.